Se c'è una cosa che non sopporto della società odierna è il modo di affrontare i problemi che via via si presentano. "Sei una ragazza madre? La prossima volta ciuccialo e basta!", così Reagan (per bocca del comico Richard Belzer) affrontava il problema. Battute a parte, la realtà non era e non è poi tanto meglio. Siamo nell'epoca del pragmatismo, della compravendita di tutto e tutti nel nome del profitto.
Da qualche tempo si può comprare anche l'aria pulita. Certo, non nei barattoli al supermercato...
Il 13 Ottobre 2003 la Commissione Europea, in attuazione degli accordi presi all'atto della firma del Protocollo di Kyoto, ha pubblicato la Direttiva Europea 2003/87/EC , meglio conosciuta come Emission Trading System (EU ETS). Secondo la direttiva viene fissato per l'intera UE un tetto massimo di emissioni nocive nell'atmosfera. Il 28 febbraio è scaduto poi il termine entro il quale gli Stati della UE dovevano fissare le quote di emissioni per il triennio 2005-2007.
Ma veniamo al nocciolo della questione. Ogni Stato s'impegna a ridurre le emissioni nocive (per l'Italia si tratta di un -6.5% nel triennio) ma se alla fine dell'anno non ha raggiunto l'obiettivo prefissato può acquistare quote di "aria pulita" dagli Stati che invece hanno avuto un surplus di quote, cioè sono andati ben oltre il loro obiettivo. Per la verità la direttiva prevede che le quote in surplus possano essere accantonate per il futuro, ma immaginate quante vagonate di milioni possono entrare nelle casse di uno Stato a basso inquinamento e quanto resisteranno i capi di governo di questi Stati prima di vendere le loro quote di surplus.
Ora, di fronte alla possibilità di ridurre l'inquinamento mondiale, i potenti hanno deciso di barattare l'aria con il denaro. Invece di impegnrsi seriamente per la risoluzione di un problema che potenzialmente potrebbe essere il più pericoloso per l'umanità, si gioca a Monopoli. Voglio dire, t'impegni per raggiungere un obiettivo? Perché invece che attuare delle politiche serie si trova subito una scappatoia?
Mi ha fatto un gran piacere la notizia della sottoscrizione del Protocollo di Kyoto, ma di fronte a certi problemi mi aspettavo una presa di posizione un pò più coraggiosa.
Mi sembra di tornare ai tempi delle superiori:"Il ragazzo s'impegna, ma potrebbe dare di più."
1 commento:
quando la gente la tocchi sul portafoglio, in genere funziona. vediamo se è così anche stavolta (e lo so che così favorisci il riccone, che non è equo, ma cos'è che è veramente equo al mondo?)
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