27 settembre, 2006

199+1

Pubblico un articolo scritto da un certo drugo :-D, scritto sul blog+forum www.palasport.com, sperando di fare cosa gradita all'autore (ma lol).

Sembra ieri, ma sono passati 13 anni da quando un giovanissimo Del Piero segnava il suo primo gol con la maglia della Juventus. Era l'ottantunesimo minuto di Juventus-Reggiana, e Ale chiuse la goleada segnando il quarto gol, a una manciata di minuti dal gol di Roberto Baggio, quasi a volerne raccogliere il testimone.
Fu un bel gol: un sinistro di controbalzo su lancio di "Soldatino" Di Livio.
Sembra ieri, e invece sabato scorso il capitano bianconero ha messo a segno la rete numero 199, a un passo da un traguardo storico: una cifra tonda tonda per lui che è già il bianconero che ha segnato di più nella storia del club. 199 gol e in mezzo 13 anni di esultanze, dolori, sconfitte e vittorie.

I gol "alla Del Piero": una serie impressionante di reti fotocopia, segnate con parabole leggere che partivano sempre da quella mattonella sulla sinistra, appena fuori dell'area di rigore. Gli scudetti vinti, le Coppe campioni scivolate in finale (una con un fantastico quanto inutile gol di tacco), il gravissimo infortunio di Udine, la lunga riabilitazione, le cocenti delusioni in maglia azzurra.

Quando Del Piero segnò quel suo primo gol avevo 15 anni. Mi piacque subito il suo stile, ma il 4 dicembre 1994 ne rimasi folgorato. La Juventus ospitava la Fiorentina, alla fine del primo tempo viola in vantaggio per 2-0. A un quarto d'ora dalla fine il Re leone Vialli suonava la carica e ne metteva a segno due, pareggiando il conto. Al minuto 87, un lungo lancio di Jarni pescava Del Piero, all'altezza del dischetto di rigore, in mezzo a due avversari. Ale inventava il gol che tutti conoscete: uno splendido colpo al volo a scavalcare Toldo, un gol che entra di diritto fra i più belli della storia del calcio.
Allora il calcio mi piaceva ancora tantissimo, ora lo seguo ancora, ma non con la stessa passione. Del Piero è stato capace di farmi attaccare alle sue sorti in maniera quasi morbosa. Da quel 4 dicembre le partite della Juve sono state le sue partite, guardavo solo lui, se non era in campo non riuscivo ad appassionarmi pienamente. Ho esultato con lui quando assieme alla Juve siamo arrivati sul tetto del mondo, vincendo quell'Intercontinentale che ha chiuso alla grande un trittico di successi splendidi. Avevo 19 anni.
Poi il buio. L'infortunio. 10 mesi trascorsi dall'ultimo gol contro l'Inter sino rientro ancora con gol nell'inusuale cornice dell'Intertoto. Poi una stagione, quella di Godot, nella quale Del Piero non segna se non su rigore, sino alla penultima giornata. Critiche su critiche, ma Del Piero aspettava. Nel corso della stagione successiva muore Gino Del Piero, suo padre. La domenica successiva, a Bari, la Juve stenta. Ale entra a partita in corso e firma uno dei suoi gol più belli, una rete carica di drammaticità quasi fosse uscita dalla penna di uno scrittore. Ricordo quel momento con particolare affetto. Mi sono commosso, quando Ale gridava al mondo tutta la sua rabbia. Nell'attimo in cui quella palla è entrata in rete, per Alessandro del Piero è cominciata una seconda giovinezza: 6 gol da lì alla fine del campionato e poi 95 marcature in cinque stagioni.

199+1, sì, perché il gol numero 200 Ale l'ha già segnato. Quando Cannavaro ha recuperato quel pallone, Del Piero era ancora nella nostra area di rigore. Io lo sapevo che avrebbe sputato l'anima per prendersi la sua rivincita in azzurro. Lo sentivo che chiamava la palla a Gilardino e insieme a lui, dopo uno scatto di 80 metri, ho insaccato la palla all'incrocio dei pali. Ancora una volta, Del Piero scatenava tutta la sua rabbia e io, stavolta colmo di felicità, piangevo come un ragazzino perché nessun'altro meritava quanto lui di chiudere quella stupenda partita.
Oggi ho quasi 29 anni. Ho vissuto questi tredici anni abbracciato alle mie emozioni, perché la vita è fatta di questo, di emozioni. Come tutti, nel mio piccolo ho gioito e ho sofferto e sono orgoglioso di sentirmi ancora un pò bambino e pensare a un giocatore come qualcuno che può regalare gioia o sofferenza semplicemente giocando a calcio.
Grazie ad Alessandro Del Piero per essere stato la "colonna sonora" calcistica della mia vita.
Grazie Campione.

5 commenti:

caporale ha detto...

davvero un bel post. potenza e controllo, bravo.

NanaOosaki ha detto...

Non per essere volgare... Ma sti cazzi Drugo...! ancora un attimo e mi mettevo a piangere....!

Hunt ha detto...

Mi commuovo, e non sono juventista.
Che brividi.
Mi verrebbe da dire che, comunque, Del Piero non sarà mai come Robbertobbaggiograndecambiò, ma non lo faccio per non spezzare la tua poesia.
Ooops...

Drugo ha detto...

Caporà: grazie, i tuoi complimenti hanno un sapore particolare per me!
nana: ancora un attimo? allora non ho raggiunto il mio scopo!!! :-D
antolla: Baggio è stato di certo il più forte giocatore che abbia mai visto. Purtroppo si sono inventati la rivalità, perché quando hanno giocato insieme nella Juve è stato un vero spettacolo.
Qualche volta ci faccio un pezzo, sul grande Roberto! ;-)

Anonimo ha detto...

quando un pezzo è scritto col cuore...arriva li e fa fatica a uscire. ARRiva e si sente! ;)