28 novembre, 2005

Ahi l'amore che cos'è

E' bello sapere che mentre scrivo inutili post su un blog c'è qualcuno che fa mulinare il cervello.
Mi riferisco agli scienziati, questa categoria chiamata in causa generalmente quando c'è da proclamare sensazionali scoperte che miglioreranno la nostra vita indicandoci il giusto sentiero da seguire.
Ed ecco che questi cari luminari ci spiegano biochimicamente che cos'è l'amore.
Veniamo dunque a sapere che questo grande sentimento dura un annetto, grazie alla produzione di una particolare proteina, per poi scemare fino ad una sorta di rispetto reciproco senza passione.
Il tempo di essere attanagliato dai dubbi e di pensare ad un modo carino di dirlo alla mia ragazza che arrivo alla beneaugurante conclusione dello studio: sono necessari ulteriori studi per far luce pienamente sulla neurobiologia dell'amore.

Grazie al cielo.



25 novembre, 2005

La notizia della settimana è in sciopero

Detto che penso dell'attuale governo tutto il male possibile, lo sciopero di oggi mi lascia un po' freddino. Lo sciopero generale mi pare uno strumento da ultima spiaggia, da difesa della democrazia o giù di lì (ottimo e abbondante quando venne indetto per difendere l'articolo 18, preso a simbolo, dall'una e dall'altra parte, della dignità del lavoro dipendente).
Ma oggi, un governo del cavolo ha fatto una finanziaria del cavolo, dov'è la notizia?

23 novembre, 2005

Sciopero e forse morte dello spettacolo

Di seguito un accorato appello di Vittorio Parisi, fra le altre cose insegnante di Direzione d'orchestra presso il Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano, che gentilmente mi ha concesso l'opportunità di pubblicarlo. Vi è spiegata molto chiaramente la situazione del mondo dello spettacolo, oggi più che mai sull'orlo del baratro per cronica mancanza di fondi.

Venerdì 25 novembre il mondo dello spettacolo si ferma. Non è la prima volta, e non è solo per una adesione allo sciopero generale che pure ci sarà quel giorno con modalità varie nei diversi comparti. La differenza, stavolta, è che la sera in quasi tutti gli Enti Lirici italiani verrà eseguita la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, a suo tempo scritta per la scomparsa di Alessandro Manzoni e che venerdì verrà utilizzata per sottolineare la morte della musica colta, e non solo di quella, nel nostro paese.
In Italia esiste un organismo denominato FUS, acronimo di Fondo Unico per lo Spettacolo, e destinato a distribuire nel modo più consono possibile (anche se non avviene quasi mai) le sovvenzioni dello stato alle attività musicali, teatrali ecc. Da anni il governo riduce i fondi destinati al FUS e tutti da anni sono abituati a tirare la cinghia, ma il taglio di quest'anno è drammatico e, se confermato, costringerà molti alla chiusura definitiva. Il ministro Buttiglione ha comicamente dichiarato a suo tempo che bisognava manifestare e che se i tagli del suo stesso governo fossero stati confermati lui si sarebbe dimesso. Comicamente perchè manifestare è un'azione contro lui stesso. Naturalmente ha già fatto marcia indietro puntando il dito su sprechi che ci sono stati in passato e ora non ci sono più. Il Presidente del Consiglio, forte di una quasi parentela con un ballerino della Scala e toppando le cifre sul numero dei lavoratori in organico alla Scala, ha anche espresso il suo sentimento di scandalo perchè un ballerino mediamente va in pensione a 45 anni come se ballare a quel livello fosse una cosa per artritici e come se il suo Milan fosse composto di ultraquarantacinquenni.
E' probabile che a chi ci governa non importi un fico secco dell'immagine della cultura italiana, che, non dimentichiamolo, è anche parte del motivo di tanto turismo nel nostro Paese, tanto è vero che lo stesso Presidente del Consiglio dribbla, per restare in termini calcistici, regolarmente la prima della Scala. Preferisce Apicella? Non sarà certo il sottoscritto, pronipote di uno dei caposaldi della canzone napoletana a biasimarlo, ma è un appuntamento quasi istituzionale. In Germania il Presidente della "Rai" locale, e spesso le più alte cariche dello stato, sono presenti alle aperture di stagione di tutte le orchestre sinfoniche della radio sparse per il paese.
Da noi no, anche se le orchestre da 4 che erano dodici anni fa (Torino, Roma, Napoli, Milano) sono ora ridotte ad una (Torino, chiamata pomposamente Nazionale) mentre in Germania solo quelle della Radio sono a Berlino, Amburgo, Colonia, Stoccarda, Saarbrucken, Francoforte, Monaco, Lipsia, e certamente ne dimentico qualcuna, senza dimenticare le altre, dai celebrati Berliner Philarmoniker in giù, per tacere degli innumerevoli teatri lirici. Da noi regioni come la Val d'Aosta, la Calabria e la Basilicata non hanno mai avuto una orchestra stabile. Pur lavorando, come alcuni di voi sanno, nello spettacolo, non ho mai considerato i suoi problemi superiori a quelli della sanità, per esempio, ci mancherebbe. Ma la cultura, e quindi anche la musica, non sono espressione della creatività umana e non aiutano a vivere meglio? Certo da molto tempo si va auspicando l'intervento dei privati nello spettacolo, ma l'intervento dei privati non può di colpo sostituire il contributo pubblico, tanto più che da noi il privato quasi mai è mosso da interessi culturali, ma bensì commerciali, e se il contributo privato non viene defiscalizzato nessuno pensa di versarlo.
Sono il primo a riconoscere che a volte gli Enti Lirici hanno sprecato in passato dei soldi: non è giusto, per fare un esempio, che il Teatro di Cagliari metta in scena una meravigliosa edizione di Capriccio di Richard Strauss con la regia di Ronconi e due anni dopo Torino faccia lo stesso, però con una produzione nuova invece di coprodurre con Cagliari, di un'opera che non è di "repertorio" (quindi si fa raramente) come possono essere Rigoletto o Bohème. Ma questa volta la vita di molti Teatri di lirica, di prosa, è in gravissimo pericolo , come il lavoro dei loro dipendenti. nè va meglio la vita dei Conservatori italiani, che, dopo la legge di riforma del 1999 che li parifica alle Università, fronteggeranno quest'anno, se ci riescono, un taglio del 47%, sì, 47!!!!

Scusate la lunghezza di questo post ma ho ritenuto opportuno farlo, anche per sensibilizzare chi non è informato. Se qualcuno di voi vive in una città sede di un Ente Lirico (Torino, Genova, Milano, Verona, Venezia, Trieste, Parma, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Palermo, Bari, Cagliari, gli altri sono Teatri di tradizione che sono un'altra cosa) si informi se il teatro della sua città prevede l'esecuzione venerdì sera del Requiem di Verdi. Sarà probabilmente a ingresso libero o su ritiro di inviti fino ad esaurimento posti. Se non c'è mai andato scoprirà un bel luogo e ascolterà qualcosa che, magari ogni tanto, val la pena di sentire. Forse è l'ultima occasione.

18 novembre, 2005

La notizia della settimana: ma c'è qualcosa che "non" fa male al cuore?

La ricerca riportata sul sito del Corriere parla chiaro: non solo il caffè vero, la vita sedentaria, le sigarette e, pare, il sesso porcone fanno male al cuore, ma anche il caffè decaffeinato.

11 novembre, 2005

La notizia della settimana: è la statistica, baby

Ogni tanto ne fa una giusta anche lui: Giorgione W Bush nei prossimi giorni consegnerà una medaglia agli inventori del protocollo TCP/IP, il sistema di regole che permette la distribuzione di files in rete.
Senza quei due sballatoni, in fondo, noi (io che scrivo e tu che leggi) probabilmente non ci saremmo mai incontrati.

09 novembre, 2005

Ma dove avrò messo le chiavi?

Avete presente quando perdete le chiavi della macchina? E magari siete pure in ritardo, avete qualcosa di urgente da fare e poco tempo da perdere. Vi mettete a cercare e allo stesso momento pensare a ritroso dove si è stati. Finchè, spossati, vi buttate sul divano e le chiavi vi spuntano fuori dalla tasca.
Ecco, più o meno per la guerra in Iraq è andata allo stesso modo.
Tutti a criticare Bush e la sua condotta, pronti a giustificare il regime di Saddam.
Invece le armi di distruzione di massa c'erano davvero. Ce le avevano in tasca.

07 novembre, 2005

Nuovi orizzonti

Andreotti è simpatico, Andreotti sa tutto, Andreotti è il nuovo testimonial per la compagnia telefonica 3. Una nuova frontiera si apre per i pubblicitari: largo agli assolti per prescrizione. Ma non prescritti comuni, sia ben chiaro. Più il reato è grave, più sarà il ritorno pubblicitario, immagino. Cominciamo quindi con un reato di partecipazione all'associazione a delinquere Cosa Nostra, avranno pensato i creativi. Più in là vedremo.
A fianco del simpatico Andreotti rimane imperterrito Claudio Amendola, uno che fino a ieri l'altro si vantava di essere rivoluzionario.
Avanti così.

04 novembre, 2005

La notizia della settimana: somos todos latinos*


L'attrice e star tv Daisy Fuentes arriva al Latin Grammy Awards (Afp). Courtesy Curierùn.


Le cronache dicono che ai Latin Grammy Awards, tenuti allo Shrine Auditorium di Los Angeles, ha vinto Laura Pausini. Ma questo, tutto sommato, è un dettaglio.



* per il direttore: non garantisco per la correttezza dello spagnolo.

02 novembre, 2005

Un piccolo omaggio

Non conosco molto bene il suo pensiero, la sua poesia, la sua vita. Da poco mi sono avvicinato alla sua produzione, recuperando qualche suo film e in attesa di leggere qualche suo libro. Finora ho dunque solamente sfiorato questo grande artista e non ho le competenze e le capacità per parlarne in modo articolato. Ma è evidente il vuoto che si è creato alla sua tragica scomparsa, trent'anni fa, in circostanze ancora molto dubbie, in tipico stile italiano.
Le sue opere arrivano ai nostri giorni intatte, forti, con una freschezza che non accenna ad appassire.
Questa è stata la sua grandezza: è molto difficile che certe idee, nate in un contesto socio-politico-culturale estremamente diverso da quello attuale, mantengano la propria validità per tutto questo tempo.
Da questo punto di vista Pier Paolo Pasolini non è mai morto.
Anzi, come egli stesso ricordava:

La morte non è nel non poter più comunicare, ma nel non poter più essere compresi.